In merito a quanto è apparso in alcuni manifesti affissi per le vie cittadine di Rovigo, “10 ore di attesa al Pronto Soccorso”, come responsabile del Servizio di Pronto Soccorso della ASL 18 di Rovigo ritengo utile e doveroso informare la cittadinanza che tale affermazione non corrisponde al vero.
Prima di tutto questa lettera aperta la scrivo per motivi di onestà intellettuale ma anche e soprattutto
per difendere il lavoro di tutti coloro, medici, infermieri ed operatori sanitari che si prodigano nel prestare assistenza alla cittadinanza 24 ore al giorno senza tener conto di sabati, domeniche e di tutte le festività durante le quali moltissimi cittadini possono riposarsi in compagnia dei propri cari.Grazie al progredire della tecnologia informatica oggi è facile risalire ai tempi medi di attesa suddivisi per codice colore dati che avremmo potuto fornire prima di divulgare notizie palesemente false.
Negli ul

timi sei mesi del 2009 al Pronto Soccorso di Rovigo sono stati registrati 4073 codici verdi con un tempo di attesa medio di un’ora e 10 minuti e 8495 codici bianchi con un tempo di attesa medio di un’ora e 30 minuti

Situazione anche migliore all’Ospedale di Trecenta dove, sempre negli ultimi sei mesi del 2009 sono stati registrati 4463 codici verdi e 2677 codici bianchi con dei tempi di attesa medi rispettivamente di 32 e 41 minuti.
Obiettivo di tutte le strutture è quello di migliorare continuamente la qualità dell’assistenza rivolta al cittadino ed i nostri sforzi ci hanno portato, nel gennaio 2010 a dei tempi di attesa medi di 58 minuti per i codici verdi e 53 minuti per i codici bianchi (grazie all’introduzione dei fast track) per la sede di Rovigo e di 28 minuti per i codici verdi e 34 minuti per i codici bianchi per la sede di Trecenta.
I dati riportati si riferiscono al valore medio e pertanto per attese molto brevi, in determinati periodi della giornata, si possono verificare attese più protratte quando si manifestano picchi di affluenza imprevisti.
È sempre spiacevole ammettere che l’utenza possa essere sottoposta ad attese prolungate prima di essere visitata, ma l’affluenza ai reparti di Pronto Soccorso è imprevedibile e saltuariamente si manifesta con picchi di flusso non altrimenti controllabili. Sulla scorta di esperienze già maturate è stato introdotto, già dalla fine del 2009, l’utilizzo dei percorsi brevi (fast track) che consentono di snellire il carico di lavoro per le patologie minori che necessitano di una valutazione specialistica. È inoltre in fase di studio l’eventuale proposta di attivazione di una reperibilità medica nelle ore notturne per sopperire a lunghe attese in caso di eccessiva ed imprevista affluenza.
Per dirimere qualsiasi dubbio ritengo inoltre utile specificare che per tempo di attesa si intende il periodo che intercorre tra la registrazione al Triage del Pronto Soccorso e la chiamata all’interno dell’ambulatorio. Non può essere inteso come tempo di attesa il periodo trascorso all’interno della struttura di Pronto Soccorso che prevede un determinato percorso diagnostico terapeutico al fine di accertare una diagnosi o di escludere un ipotetico rischio di patologie maggiori.
E’ peraltro chiaro che ogni singola organizzazione complessa di questo tipo può presentare saltuariamente delle criticità dovute a situazioni imponderabili che non possono, come i dati dimostrano, essere lette in modo tale da travisare la realtà dei fatti.
Ritengo infine sia doveroso il rispetto per il lavoro di tutti e nel nostro caso specifico rispettare il lavoro di tutti quelli che, in condizioni di emergenza ed urgenza, si prodigano per assistete il prossimo e per tutelare la salute della cittadinanza.
Il Direttore SOC Pronto Soccorso
Dott. Stefano Kusstatscher