17 Aprile 2008
Categoria: Focus

Conoscere e curare l'embolia e l'ipertensione polmonare

Tema del convegno nazionale a Rovigo

Giovedì 17 aprile 2008
Aula Magna della Cittadella Socio Sanitaria dell’ULSS 18

COS’E’ L’EMBOLIA POLMONARE
L’embolia polmonare è una malattia strana che nasce quasi sempre nelle gambe ove per cause varie si possono formare dei trombi, cioè dei grossi coaguli di sangue , che possono non dare grandi e significativi disturbi se non si associano ad una flebite (attenzione: non di una vena superficiale o di una vena varicosa , ma di una vena profonda); in questo caso si parla di tromboflebite profonda. Questi trombi si possono staccare dalle vene delle gambe (un po’ alla volta o tutto d’un tratto: nel primo caso i disturbi possono essere modesti e non essere presi in considerazione, nel secondo caso i disturbi sono in genere significativi, specie un’improvvisa ed inaspettata mancanza di respiro sino alla morte improvvisa, ma essere attribuiti ad altra patologia) e vanno a finire , trasportati dalla corrente sanguigna nella parte destra del cuore e di lì nelle arterie che irrorano i polmoni e pertanto chiamate polmonari, da questo derive il termine “embolia polmonare”, che fa pensare a qualcosa di polmonare e non ad un disturbo circolatorio quale è in realtà..
Questa malattia se riconosciuta e curata vede passare la mortalità dal 32% se non diagnosticata e ovviamente non trattata, al 2-10%.

COME SI PREVIENE L’EMBOLIA POLMONARE

Il riconoscimento della malattia, alla base della successiva terapia, non è facile, in quanto si può manifestare con segni e sintomi spesso di poco conto o simili ad altre affezioni : Fondamentale requisito per la diagnosi è il sospetto clinico, fondato su dati anamnestici, su segni e sintomi.
E’ importante non sottovalutare eventuali disturbi, anche se apparentemente di poco conto soprattutto se si è portatori di uno o più dei numerosi fattori di rischio rappresentati dall’immobilità prolungata per fratture, traumi, interventi chirurgici, dalla gravidanza e puerperio, dalla tendenza e dalla famigliarità per malattie del circolo venoso, dall’obesità, da neoplasie in fase attiva, dall’uso di contraccettivi specie se associato al fumo, da pregressi episodi di tromboembolismo venoso, da fattori congeniti di alterata coagulazione.

CONVEGNO A ROVIGO

Per stimolare l’attenzione del mondo medico – sono interessati alla problematica non solo i cardiologi, ma tutti i medici dell’area internistica, gli pneumologi, i geriatri, ecc.-- è stato organizzato dai dottori Loris Roncon e Pietro Zonzin un convegno nell’Aula Magna della Cittadella Socio Sanitaria dell’ULSS 18 di Rovigo, giovedì 17 aprile 2008.
In questa manifestazione culturale, patrocinata dalle più importanti società scientifiche e supportata dall’Associazione Amici del Cuore di Rovigo, è stato coinvolto il gotha italiano dei cultori di questo capitolo della medicina, provenienti da ospedali o reparti universitari di Roma, Milano, Brescia, Padova, Caserta, Bologna, Parma, Bari.
Si farà il punto con i numerosi medici - gli iscritti sono oltre cento -.che parteciperanno al convegno su tutti i più importanti aspetti dell’iter diagnostico e del trattamento terapeutico, alla luce dei più recenti progressi, cui ha contribuito con un impegno pluridecennale la divisione di cardiologia di Rovigo. Questa è antesignana di una ricerca scientifica, finanziata dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, basata sull’impiego di una apparecchiatura speciale,denominata Angiojet Possis, in grado di rimuovere con un catetere dedicato i trombi dalle arterie polmonari . Ciò in associazione alla terapia farmacologia o in alternativa a questa quando non è praticabile o infruttuosa.
Grande risalto avrà la presentazione di casi clinici paradigmatici aventi proprio lo scopo di mettere in risalto i risultati della ricerca effettuata a Rovigo e la possibilità di esportare ed applicare tali metodiche in altre realtà.

L’IPERTENSIONE POLMONARE

Una delle possibili sequele dell’embolia polmonare è rappresentata dalla persistenza di valori di pressione in arteria polmonare ben al di sopra di quelli fisiologici. Ciò comporta un lavoro aggiuntivo ed un affaticamento per il cuore costretto a vincere una resistenza aumentata al fine di poter espellere il sangue. Questa situazione si può associare anche a malattie congenite o di interesse infettivologico o reumatologico o in una percentuale minore si può manifestare in condizioni prive di una causa riconoscibile; in questo caso si parla di ipertensione polmonare primitiva. L’interesse a questa patologia è in continua crescita grazie al fatto che l’industria farmaceutica ha di recente messo a disposizione nuovi farmaci specifici come l’iloprost, per via inalatoria, il bosentan, per via orale od ha individuato l’utilità di impiegare in questo contesto farmaci già in commercio per altri scopi, come nel caso del sildenafil, impiegato originariamente nella disfunzione erettile.

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