6 Aprile 2015
Categoria: Focus

PROS-IT: Tumore prostatico in Italia

L'Ulss 18 partecipa allo studio

L’Ospedale S. Maria della Misericordia di Rovigo partecipa allo studio che intende studiare il tumore della prostata in Italia. È giunto alla fase di reclutamento dei pazienti lo studio PROS-IT (Prostata Italia), un progetto che intende monitorare i tumori della prostata in Italia promosso dal CNR e realizzato con il contributo incondizionato di Takeda Italia. Tra i 149 centri partecipanti al progetto è presente anche l’Ospedale S. Maria della Misericordia di Rovigo, Centro di riferimento Regionale per il trattamento delle neoplasie della prostata. Monitorare in chiave epidemiologica il tumore della prostata per comprendere meglio la variabilità dell’incidenza, gli effetti delle terapie e delle complicanze: a tal fine è nato il progetto PROS-IT che si propone di scattare una fotografia del cancro della prostata in Italia per analizzare quanti sono i malati, quali le cure, quali i centri dove si può ricevere assistenza. PROS-IT (Prostata Italia) è un progetto promosso dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), coordinato dalla sezione Invecchiamento dell’Istituto di Neuroscienze (IN) di Padova, e realizzato con il contributo incondizionato di Takeda Italia.
Tra i centri coinvolti nello studio PROS-IT c’è anche il l’Ospedale S. Maria della Misericordia di Rovigo e il coordinatore è il Dott. Giovanni Mandoliti, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Radioterapia Oncologica.
“L’Ospedale S. Maria della Misericordia è Centro di riferimento Regionale per le neoplasie alla prostata” afferma il prof. Mandoliti. “In questo centro si trattano circa 150 casi di neoplasie prostatiche l'anno e al momento sono stati arruolati 18 pazienti per lo studio Pros-it”.

Il tumore alla prostata ha un’incidenza prevista per il 2015 in Italia di 36 mila nuovi casi, mentre la prevalenza è tra i 320-330 mila casi. Lo studio vuole creare una rete di centri urologici, radioterapici e di oncologia medica per effettuare una registrazione epidemiologica dei tumori della prostata. Rappresenta quindi un progetto importante e ambizioso che vuole colmare un vuoto informativo in modo da programmare meglio l’assistenza ai pazienti. Il progetto prevede anche la rilevazione di questionari di qualità della vita forniti ai pazienti.1 Il progetto vuole valutare caratteristiche cliniche e demografiche, protocolli di cura e risultati, per identificare i fattori su cui intervenire per migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita2. L’obiettivo primario di qualsiasi trattamento per il tumore è quello di massimizzare la sopravvivenza, ma negli ultimi anni l’attenzione degli oncologi si è rivolta sempre più alla valutazione dell’impatto di ciascuna terapia sulla qualità di vita, sia in generale sia sulle funzioni specifiche urinarie, intestinali e sessuali.
“In Veneto vengono diagnosticati oltre 3.100 nuovi casi l’anno di tumore della prostata ed oltre la metà colpisce pazienti sotto i 70 anni” - continua il Dott. Mandoliti che è anche coordinatore, insieme al prof. Filiberto Zattoni, urologo presso l’azienda ospedaliera di Padova, del Percorso Diagnostico Terapeutico e Assistenziale (PDTA) della Rete Oncologica Veneta per le neoplasie prostatiche - “mentre per quanto riguarda la provincia di Rovigo si tratta di 150/160 nuovi casi all’anno di tumore della prostata”.
A settembre 2014 è iniziato il reclutamento. Ad oggi i centri inclusi sul territorio nazionale sono 74 reparti di urologia, 54 di radioterapia oncologica, e 21 di oncologia medica. Attraverso la preparazione di schede semestrali che fotografano l’iter terapeutico del paziente, si potranno ottenere dati sulla qualità della vita e sulle variazioni apportate dalla terapia anche in relazioni ai diversi tipi di trattamento4. Una raccolta dati che ha l’obiettivo finale di avere un quadro della situazione nazionale sul tumore della prostata e dei trattamenti utilizzati nei diversi centri partecipanti in modo da uniformare il più possibile l’approccio alla malattia e poter aumentare la sopravvivenza dei pazienti e la qualità della vita.
 

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