4 Febbraio 2009
Categoria: Focus

Incidenti e traumi: prima causa di morte per bimbi e adolescenti

L’azienda Ulss 18 organizza un corso regionale per aggiornare medici, infermieri e psicologi


E’ un dato allarmante ma preciso: nei Paesi sviluppati, gli incidenti sono la prima causa di morte di bambini e adolescenti; sono, inoltre, fonte di disabilità gravi e comportano costi sociali e sanitari rilevanti.
Domani, giovedì 5 febbraio, è fissato in Cittadella Socio Sanitaria un corso di formazione Regionale dal titolo “La prevenzione degli incidenti domestici nei primi quattro anni di vita”, organizzato dal servizio di Igiene e Sanità Pubblica del Dipartimento di Prevenzione, in collaborazione con il Centro Controllo Malattie del Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali.
Più di 50 operatori, medici, pediatri, psicologi, assistenti sanitari e infermieri provenienti dalle Aziende Sociosanitarie e Ospedaliere del Veneto si riuniscono per una giornata di approfondimento sul tema della promozione della salute dei più piccoli, condotta da due docenti del Servizio di Epidemiologia e Educazione Sanitaria dell'ASL 1 di Torino.
Dai dati Istat (“Annuario statistico italiano 2008”) risulta che in Italia, nel 2003, 297 bambini (0-14 anni) sono morti a causa di un incidente (in media 7.9 per 100.000 bambini); Cinque sono le principali cause di morte e disabilita’ per incidente in bambini e adolescenti: incidente stradale, annegamento, avvelenamento, ustione e caduta. Inoltre il 20% dei ricoveri in età pediatrica è dovuto ad un incidente.
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità se l’Italia avesse un tasso di mortalità pari a quello dei Paesi europei con il più basso indice di mortalità per incidente domestico, ogni anno si salverebbero circa 70 bambini.
La maggior parte degli infortuni è, infatti, prevenibile attraverso opportuni cambiamenti ambientali e comportamentali.
La nascita di un bambino cambia la vita dei suoi genitori: è importante anche “cambiare” la casa, rendendola più sicura per il nuovo arrivato.
Ricordare che il bimbo, crescendo, acquisisce sempre maggiori capacità aiuta a capire che i rischi aumentano nel tempo e che il compito dei genitori è duplice: da una parte adottare ogni precauzione utile a garantire l'incolumità dei piccoli, dall'altra educarli affinché, pur nella curiosità e vivacità che caratterizza l'età infantile, imparino a riconoscere i pericoli e ad evitarli.
Gli operatori sanitari che si rapportano con i genitori dei bambini nei primi anni di vita hanno parecchie opportunità per sensibilizzarli sul tema, per informarli e fornire loro suggerimenti e consigli pratici.
Loro compito sarà, dunque, quello di incoraggiare e supportare i comportamenti che promuovono la salute e la sicurezza dei piccoli.

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