31 Marzo 2009
Categoria: Focus

Lendinara come nel Far West?

Taglia di mille euro per scoprire avvelenatori

A seguito del drammatico episodio avvenuto il 21 marzo u.s., dell’avvelenamento di due cani di proprietà dei coniugi Davì all’interno della loro Azienda Agricola a Lendinara, la LAV denuncia con forza l’ennesima barbarie perpetrata ai danni di animali inermi, utilizzando micidiali esche avvelenate; e ancora una volta, all’interno di una zona di ripopolamento e cattura gestita dalle associazioni venatorie. Evidenziamo che il fatto avrebbe potuto avere risvolti ancora più tragici, perché il cortile di proprietà è tranquillamente frequentato dai tre figli della coppia, l’ultimo di soli due anni.
A tal proposito, la Legge quadro 157/92, che regolamenta l’attività venatoria, all’art.21 fa espresso divieto di utilizzo di esche o bocconi avvelenati, pratica peraltro, consentita fino al 1979. Anche le statistiche parlano chiaro, ed indicano come siano frequenti gli avvelenamenti di migliaia di animali domestici e selvatici in prossimità di aziende faunistico-venatorie, con picchi di incidenza a cavallo tra la chiusura della stagione di caccia e l’inizio dell’attività di ripopolamento. La LAV, pur non sostenendo l’equazione avvelenatore-cacciatore, rileva che solo pochi giorni precedenti l’avvelenamento, la polizia provinciale aveva invitato i sigg. Davì a controllare maggiormente l’esuberanza dei due cani temendo per la loro incolumità, ‘colpevoli’, con le loro scorribande, di disturbare le prede (lepri) liberate. Consiglio del resto, immediatamente recepito, con la costruzione di un ampio recinto; purtroppo questa accortezza non si è rivelata sufficiente, poiché i delinquenti hanno violato la proprietà privata, disseminando bocconi avvelenati sia nell’aia prospiciente la casa, sia proprio all’interno del recinto, provocando una terribile agonia e la morte ad una femmina di golden retriver di soli 9 mesi ed al pastore tedesco.
Circa lo specifico fatto, denunciato immediatamente alle autorità competenti, sono già in corso le indagini, mentre sarebbe interessante conoscere l’opinione del presidente dell’ATC 4A1, sig. Bernardelli Luca, nel cui territorio è compresa l’area di ripopolamento in questione.
La preoccupante e diffusa persistenza del fenomeno dei bocconi avvelenati in tutto il territorio nazionale ha indotto il sottosegretario all’Welfare on.Martini ad emanare la recente Ordinanza 18/12/2008, che assegna puntuali obblighi alle Istituzioni locali: il Sindaco deve provvedere alla bonifica dell’area interessata dalle esche e all’intensificazione dei controlli; i Servizi veterinari dell’AUSL, con l’ausilio dell’Istituto Zoprofilattico, devono svolgere tutti gli accertamenti sugli animali deceduti; le Prefetture devono attivare un ‘Tavolo di Coordinamento’ per monitorare il fenomeno e gestire gli interventi necessari.










La LAV vigilerà sul puntuale rispetto della citata normativa, ed invita tutti i cittadini a segnalare sempre ogni atto di crudeltà nei confronti degli animali.
Con l’occasione la LAV invita alla partecipazione al Convegno “ Cani e gatti nel mirino dei cacciatori” che si svolgerà il 24 Aprile presso la Sala della Gran Guardia a Rovigo, durante il quale verranno affrontati i punti salienti della proposta di legge di liberalizzazione estrema della caccia e della normativa regionale veneta in particolare.
Riguardo il criminoso episodio di Lendinara la LAV offre una taglia di 1.000 euro a chiunque fornirà notizie utili a scovare i colpevoli, mentre l’Ufficio legale sta valutando l’ipotesi di costituirsi parte civile contro i responsabili.

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